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Chi SonoBiografia
Nel 1974 inizia la carriera giornalistica, prima presso "Il Lavoro" (il quotidiano socialista che era stato diretto da Sandro Pertini), poi presso la cronaca de "Il Secolo XIX" di Genova sotto la direzione di Piero Ottone. Nel 1975 passa, chiamato dal direttore Cesare Lanza - che lo aveva apprezzato nel periodo genovese - al "Corriere d'Informazione" di Milano come redattore della sezione politica e della prima pagina. Insieme con Moncalvo, Lanza chiama in via Solferino 28, altri tre "genovesi" che hanno percorso grandi passi nel giornalismo: Massimo Donelli (oggi direttore di Canale 5, ed ex direttore di "TV Sorrisi & Canzoni"), Francesco Cevasco (caporedattore della Sezione cultura del "Corriere della Sera") e il compianto Carlo Brusati, un notissimo critico teatrale scomparso prematuramente. Moncalvo e i tre "genovesi" al "Corriere d'Informazione" lavorano insieme a future star del giornalismo, come Vittorio Feltri, Ferruccio De Bortoli, Gian Antonio Stella, Edoardo Raspelli, allora giovani cronisti. Nel 1976, Moncalvo sempre in via Solferino, ritorna a lavorare con Piero Ottone, stavolta al Corriere della Sera, occupandosi della sezione politica accanto a Walter Tobagi, Luigi La Spina, Carlo Galimberti, Nicola D'Amico. Al Corriere diventa capo servizio nel 1978 e un anno dopo caporedattore della sezione spettacoli e tv. È del 1980 il breve passaggio a "l'Occhio", diretto da Maurizio Costanzo, in qualità di redattore capo centrale dove rimane per soli tre mesi. Tre anni dopo è prima caposervizio della sezione tv e spettacoli de "Il Giorno" (guidato da Guglielmo Zucconi e Pierluigi Magnaschi) e poi inviato speciale. E' tra i pochissimi insieme a Enzo Biagi, a dar vita a una campagna di stampa a favore dell'innocenza di Enzo Tortora con numerosi articoli e inchieste. Televisione
Nel 1981 si compie il passaggio dalla carta stampata al piccolo schermo come capo-redattore e curatore del programma "Buongiorno Italia" di Canale 5, diretto da Carlo Fuscagni insieme con Carlo Freccero. Dopo aver lasciato Mediaset (che allora si chiamava Fininvest), Moncalvo torna alla carta stampata, chiamato a "Il Giorno" da Guglielmo Zucconi e Pierluigi Magnaschi. Dopo tre anni come inviato speciale, nel 1985 diventa capo-redattore delle emittenti televisive del gruppo Fininvest - chiamato da Zucconi che nel frattempo aveva lasciato il quotidiano milanese per dedicarsi alla TV - occupandosi di diversi programmi, tra i quali "Monitor" (1985, diretto proprio da Guglielmo Zucconi), gli "Speciali News" delle tre reti (1986), "Dentro la notizia" (una sorta di telegiorna Dopo aver lasciato Mediaset, si occupa di varie trasmissioni su emittenti regionali o circuiti nazionali, come Retemia (dove conduce tutte le sere in diretta il doppio appuntamento "Vietato ucciderci", 1993-1994), Antenna 3 di Milano (dove conduce "Silenzio Stampa", dal 1994 al 1996), Antenna Tre Nord Est di Treviso (direttore del TG, sul finire degli anni Novanta), Tele Padania (conduttore di "Alta Tensione", nel 2001) e il circuito nazionale Odeon (conduttore di "Sfida Finale" prima, e "Barba e Capelli" poi). Oltre ad essere dal 2003 opinionista fisso nel programma "Il Processo di Biscardi" su "la 7" prima e su "7Gold" poi, dal 2004 è stato anche autore e conduttore del programma "Confronti", in onda ogni venerdì in seconda serata su Raidue. "Confronti" è andato in onda per quattro anni, centoquindici puntate con oltre duecento ospiti di tutte le parti politiche. L'ascolto-medio è stato di un milione di spettatori, con uno share-medio del 10%. Moncalvo è stato anche dirigente RAI, con la qualifica di capo struttura dell'informazione di Raidue fino al 31 gennaio 2008, prima di dimettersi. La causa delle dimissioni è da ricercarsi nel fatto che il direttore di Raidue, Antonio Marano (Lega Nord), aveva deciso di spostare il programma di Moncalvo dal 3 marzo 2008 dal venerdì al lunedì, dalle ore 23,10 alle ore 0,45, e di ridurlo da 50 a 30 minuti. Tutto ciò senza alcuna motivazione seria e documentata visto che "Confronti" aveva un costo bassissimo (ottomila euro a puntata compresi i costi fissi), era una produzione tutta interna alla Rai (a Milano presso i nuovi studi di via Mecenate 76), aveva buoni indici di ascolto e gradimento, era stata definita ufficialmente una "vera trasmissione di servizio pubblico" sia dal Ministro delle Comunicazioni, on. Paolo Gentiloni, che dal Presidente della Commissione Parlamentare di Vigilanza sulle radiotelediffusioni, on. Mario Landolfi. StampaAlla fine degli anni Novanta, Moncalvo torna alla carta stampata assumendo la direzione del settimanale "Il Nostro Giornale", nell'ambito di un progetto di marketing di un importante editore nazionale per studiare le potenzialità dell'editoria locale. Nell'agosto 2002 viene chiamato alla direzione del quotidiano "la Padania" di Milano, dove resta fino al maggio 2004. In quel periodo fece clamore la richiesta (luglio 2003) di licenziamento di Moncalvo da parte dell'allora ministro del lavoro, Roberto Maroni, a causa di un documentatissimo e mai smentito articolo riguardante il dicastero del Welfare. Era la prima volta nella storia di una democrazia occidentale che un ministro del lavoro chiedeva il licenziamento di un lavoratore... |



Appassionato tifoso della Juventus (e poi della Sampdoria), laureatosi nel 1973 in Scienze politiche con specializzazione Politico-Internazionale all'Università di Genova, centodieci e lode, medaglia d'argento, dignità di stampa per la sua tesi dal titolo: "L'èlite del potere in America" (relatore prof. Giorgio Sola). Moncalvo, che è iscritto all'Albo dei Pubblicisti dal 1969 (a 19 anni, il più giovane del Piemonte), diviene giornalista professionista nel 1976. All'esame di Stato la commissione giudicatrice lo ritiene degno di una menzione d'onore.
le in differita del 1988, di cui è il conduttore alternandosi con Alessandro Cecchi Paone, Jas Gawronski). Nel 1989 diventa inviato speciale in URSS ai tempi della "rivoluzione di Gorbaciov" e segue gli anni caldi della perestrojka e della glasnost. Nel 1990 viene promosso alla conduzione del TG "Canale 5 News" in alternanza con Cristina Parodi e Alessandro Cecchi Paone e nel frattempo gli viene affidata la responsabilità e la realizzazione dei collegamenti internazionali della trasmissione "Telemike" di Mike Bongiorno.